C’è una domanda che ricevo più di ogni altra: conviene rifare il sito web da capo o si può sistemare quello che ho già?
La risposta tecnica esiste e te la do più avanti. Ma prima voglio raccontarti una scena, perché contiene un segnale che vale più di qualunque analisi.
“Meglio se mi scrivi su Instagram”
Pratico yoga da qualche anno, soprattutto al mattino, con l’aria fresca e la casa silenziosa.
Durante una lezione all’aperto di quelle che i comuni organizzano d’estate, ho conosciuto un’insegnante molto simpatica (la chiamerò Alice). Alla seconda lezione avevamo già fatto amicizia e, quando ha scoperto che faccio la web designer, mi ha confessato una cosa:
“Quando a fine lezione qualcuno mi chiede il sito, io rispondo che è meglio se mi scrive su Instagram.”
Le ho chiesto perché.
“Perché il sito, sinceramente, mi imbarazza un po’.”
Ecco il segnale. Non serve un audit per riconoscerlo, e funziona identico per un consulente, un artigiano, uno studio professionale. Se quando qualcuno ti chiede il link tu esiti, aggiungi una premessa (“guarda, però devo aggiornarlo”) o dirotti la conversazione altrove, quel sito ha già smesso di lavorare per te.
Sta facendo il contrario: ti costa occasioni ogni volta che qualcuno te lo chiede.
Il problema non era la bruttezza
Abbiamo fissato una call per guardarlo insieme.
La homepage si apriva con una citazione in corsivo, grande, al centro dello schermo. Bella, per carità. Ma dopo dieci secondi non avevo ancora capito cosa insegnasse Alice, dove e a chi. Il primo blocco di testo parlava di presenza, consapevolezza, ascolto profondo. Sotto, una fila di foto lasciate lì dal template: mani, tramonti, una schiena in posizione perfetta che non era la sua.
Il sito non era brutto. Era rimasto indietro.
Alice si era accorta della distanza tra quanto era diventata brava nel suo lavoro e quanto quella pagina la raccontasse ancora come una principiante. È la situazione più comune che incontro, e vale per chiunque abbia messo online un sito qualche anno fa: l’attività è cresciuta, il sito è rimasto fermo al giorno della pubblicazione.
Tre cose cambiate in un pomeriggio
Non abbiamo rifatto niente. Abbiamo toccato tre elementi.
La prima riga della homepage. Via la citazione poetica, dentro una frase che dice a chi si rivolge e che tipo di yoga insegna. Chi arriva capisce in tre secondi se è nel posto giusto.
Le foto. Bastava la luce naturale di una lezione vera, con lei protagonista, al posto delle immagini di repertorio. Le foto di stock comunicano una cosa sola, e non è professionalità.
Il font. Uno più semplice e leggibile al posto di quello decorativo, che sembrava elegante sullo schermo grande e diventava faticoso da telefono.
La settimana dopo Alice mi ha scritto: “Oggi ho dato io il link del mio sito, per la prima volta.”
Un pomeriggio di lavoro. Nessuna ricostruzione.
Quattro domande per decidere se rifare il sito web
Il caso di Alice si è risolto con una sistemata, ma non va sempre così. Ecco i criteri che uso davvero.
La struttura regge? Se le pagine principali ci sono e sono organizzate in modo sensato, si migliora. Se per arrivare ai servizi servono tre clic e un po’ di intuito, la struttura va ripensata da zero e ogni ritocco è tempo sprecato.
Come si comporta da telefono? Un sito nato prima che il mobile diventasse la norma si riconosce subito: testo da ingrandire con le dita, menu che non si aprono, immagini tagliate. Adattarlo costa quasi sempre più che ricostruirlo.
Puoi metterci mano? Se non hai gli accessi, se il tema non riceve più aggiornamenti o se chi l’ha realizzato è irreperibile, ti trovi con un sito che non puoi né aggiornare né mettere in sicurezza. Qui la decisione è già presa.
Il sito ti somiglia ancora? Un sito può funzionare tecnicamente e raccontare una persona che non sei più. Di questo ho scritto in La bellezza dell’imperfezione nei siti web.
Tre risposte su quattro positive e conviene migliorare. Due o meno, conviene rifare il sito web e smettere di rincorrere le toppe.
La differenza che nessuno ti dice
Rifare un sito costa di più all’inizio e meno nel tempo, perché parti da una struttura pensata per te. Sistemarlo costa meno subito, a patto che sotto ci sia qualcosa di sano su cui costruire.
Il caso peggiore è il terzo: continuare a ritoccare per anni un sito che andava rifatto tre anni fa. Si spende di più, in più riprese, e alla fine si rifà comunque.
Se vuoi, prima di decidere, dai un’occhiata alla guida su come migliorare il tuo sito web: ci sono i controlli da fare per capire in che stato è il tuo, e si fanno in un quarto d’ora.
Una cosa su cui riflettere
Se c’è un link che eviti di dare, vale la pena chiedersi perché.
Quasi sempre la risposta non riguarda l’estetica. Riguarda il fatto che quel sito racconta una versione vecchia del tuo lavoro, e tu lo sai benissimo.
Se vuoi un parere prima di decidere, scrivimi: guardo il tuo sito e ti dico cosa vedo, se conviene sistemarlo o ricominciare, e quanto costa. Rispondo entro 24 ore.
A presto, Cristina